"LA STORIA, 3 FERRATE FACILI E COSA PORTARE".



COME SONO NATE LE VIE FERRATE


Le ferrate delle Dolomiti sono legate alla storia della Grande Guerra ed al tempo rappresentavano le vie di comunicazione del fronte Austriaco o Italiano e ne facilitavano l’accesso grazie alla posa di funi, gradini pioli, ponti, scale in legno, tutti accorgimenti ancor oggi presenti sui percorsi delle Ferrate in Dolomiti e in gran parte delle ferrate in Italia. Per sfatare un mito forse la prima ferrata in italia appartiene alla Toscana con la nascita della Ferrata Bruni al Procinto nel 1893 e bisognerà attendere il 1903 per salire alla Marmolada per la Hans Sayffert Wag alla Cresta Ovest. Il motivo di tanto interesse nel salire le ferrate? Basta guardare le facce soddisfatte!



QUALI SONO LE FERRATE PIU’ SEMPLICI
SULLE DOLOMITI


Le Ferrate in Dolomiti sono tantissime, anche molto impegnative, vi parlerò di 3 Ferrate in particolare che frequento accompagnando gruppi durante l’estate ed è sempre una soddisfazione sostenerli nella prima esperienza di vie ferrate. Al primo posto metterei la Cresta di Costabella, sopra il Passo S. Pellegrino, la Via Ferrata Bepi Zac, solo alla fine potrete rendervi conto della sua lunghezza e di averla percorsa con le vostre forze, tra creste panoramiche dove semplicemente si cammina e tratti attrezzati con funi per superare brevi salti più impegnativi. Ponti e scale e qualche galleria permettono di arrivare alle postazioni di trincea e capire la vita di quei tempi. L’avvicinamento breve, grazie anche alla seggiovia Costabella fa dell’esperienza una grandiosa giornata per tutte le famiglie con figli dai 12-13 anni in avanti. Per chi vuole arrivare sulla Cima di una vera montagna consiglierei di non mancare la salita alla Roda di Vael, ai miei clienti consiglio sempre di mantenere l’attenzione viva, anche se apparentemente sembra di stare su di un tranquillo panettone, sotto di noi abbiamo pareti da 500 metri e più! Non preoccupatevi, le Ferrate della Roda di Vael salgono per creste appoggiate sugli altri lati di questa meravigliosa montagna, permettendo di compiere una bellissima escursione ad anello. Anche qui l’accesso da Passo Carezza consente di giungere in quota con la seggiovia che conduce al Rif. Paolina e per comodo sentiero arrivare all’inizio del nostro percorso attrezzato. Al ritorno potremo riprendere le energie con qualche specialità della zona nei Rifugi che toccheremo. In ultimo per rimanere sulle tracce della Grande Guerra la Ferrata Fusetti al Sass de Stria, in ricordo dei soldati Italiani che persero la vita nel tentativo della conquista della montagna. Partendo dal Passo di Valparola, un passaggio per la storica galleria Gonginger è d’obbligo, prima di arrivare all’inizio della via ferrata che vince una serie di placche grigie mai troppo impegnative, congiungendosi al termine con la via normale per la cima del Sass de Stria. Il panorama dalla Cima è splendido tante le cime in vista.



COSA SERVE PER SALIRE LE VIE FERRATE


Le Ferrate vanno affrontate con l’attrezzatura corretta a partire dalle calzature, scarponi o scarpe da avvicinamento non sono la stessa cosa di calzature da corsa in montagna o trail. Una buona suola in vibram Semirigida sarà di aiuto alla progressione e ci permetterà una buona aderenza sulla roccia; il casco protettivo come in arrampicata, ci assicurerà una buona protezione, un paio di guanti da ferrata, una imbragatura bassa con annessa la longe a doppio moschettone e dissipatore di energia, garantirà la nostra sicurezza.
Non perdetevi il prossimo appuntamento è di questo vi parlerò "Sicurezza ferrate".




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